RETECIVICAVENETA

RETE CIVICA VENETA

Cambiare la politica, con le persone


CIVICI IN RETE, LE RAGIONI E LE SCELTE

 

Nel suo ultimo libro “Costruire una cattedrale”, Enrico Letta individua la politica dello zaino leggero, dell’orecchio a terra e delle reti orizzontali come l’unica capace di inaugurare una feconda stagione di idee e di programmi per il bene comune nel futuro del nostro Paese. A suo avviso, per il metodo servirebbero innanzitutto propensione al rischio, autonomia, creatività, e non il ricorso a strutture ed apparati pesanti di partito (zaino leggero). Nel merito delle scelte, invece, risulterebbe indispensabile agire con la dote forse più rara e preziosa per chi fa politica, ossia la capacità di ascoltare più che parlare, incrociando davvero le persone e le comunità e rifuggendo gli ambienti protetti degli amici fidati e delle rappresentazioni artificiose della realtà (orecchio a terra). Infine, come terzo elemento, si sottolinea che “la rete ha cambiato le nostre vite, non solo nell’utilizzo della tecnologia, ma su un piano culturale, in termini di psicologia sociale”. Infatti, dopo la rete una politica in grado di incidere davvero sulla società non può che essere orizzontale, superando la logica chiusa e gerarchica che l’ha contraddistinta sino ad oggi, e premiando invece chi riesce a valorizzare gli scambi e a mettere in campo idee forti e proposte concrete (reti orizzontali). Si tratta in effetti di tre dimensioni che abbiamo sempre convintamente perseguito, condiviso e sviluppato in questi anni di impegno civico e popolare, nella società civile e nelle istituzioni, nella nostra esperienza di Rete Civica Veneta. Fin qui le considerazioni scritte nel recente volume dall’ex ministro e parlamentare europeo, che in verità già in precedenza – intervistato da Francesco Jori nel numero di marzo del mensile Nordesteuropa.it sulla vicenda del successo elettorale di Lorenzo Dellai in Trentino – aveva affermato che “l’esperienza delle liste civiche è stata e sempre più sarà fondamentale per comprendere le reali esigenze dei sistemi locali, ma soprattutto per conquistare la rappresentanza di quelle identità territoriali che fino ad ora, al Nord, abbiamo lasciato colpevolmente alla Lega. E farsi portatori delle specificità di un territorio significa avvicinarsi agli elettori, dimostrando di comprendere ciò che sta avvenendo in periferia, a dispetto di quanto si dica al centro”.
In queste parole si avverte una consapevolezza importante sul ruolo delle civiche collegate in rete, espressione vera del territorio, considerazioni distanti anni - luce da interpretazioni inadeguate e fuorvianti rispetto alla nostra presenza amministrativa e politica, ispirate a scetticismi e sottovalutazioni e, sull’altro versante, ad orgogliose rivendicazioni di bandiera delle ragioni dei partiti centralisti. Ecco: prendiamo atto con soddisfazione di questa serie di attestazioni e riconoscimenti - seppur tardivi e ancor oggi affidati a singole personalità di partito - sulle finalità e la realtà del progetto civico che abbiamo messo in cantiere in questi quattro anni di presenza e di lavoro seguiti al positivo esito elettorale delle Regionali 2005 in Veneto. Prima il successo della lista civica “Per il Veneto con Carraro”, seguito dalla costituzione e dalla permanenza autonoma del gruppo consiliare a Venezia. Poi, la nascita delle associazioni civiche provinciali e il consolidamento della Rete Civica Veneta anche grazie al positivo rapporto di collaborazione con la lista civica “Cittadini per il Presidente” del Friuli Venezia Giulia. Quindi, a fine 2008, proprio a partire dal Nordest il decollo del progetto civico interregionale dell’Italia Settentrionale “Libertà Civica”, già concretizzato nella tornata amministrativa del 6 – 7 giugno p.v. in Veneto con la partecipazione alle provinciali di Verona della lista “Libertà Civica – Ugoli Presidente” e a quelle di Venezia di “Libertà Civica – Consumatori”, insieme a tante altre presenze di civiche e candidati collegati nelle elezioni municipali di vari comuni della nostra regione.
Nessuna pretesa di rappresentare l’intero “universo” civico, ma la serena convinzione di aver operato nei tempi giusti, con un progetto coerente di ampio respiro, senza marchi o simboli calati dall’alto. Una realtà che abbiamo costruito insieme, in mezzo a mille difficoltà ma con altrettante soddisfazioni, con un modello civico veneto divenuto riferimento credibile anche a livello nazionale per l’innovazione intrapresa e la capacità manifestata sul campo di realizzare una politica ispirata alla centralità delle persone, del territorio e della qualità della vita. Protagonisti i cittadini, aprendo spazi di partecipazione, di formazione e di impegno per una nuova classe dirigente legittimata dal basso, a partire dai comuni.
Forse, in questo nostro amato territorio veneto, espressione originale e ammirata di fede, di civiltà, di paesaggio e di uno straordinario sviluppo economico e sociale, è davvero tempo di riprendere fiducia e coraggio nei valori che contano e nelle scelte di autentico bene comune, con amore e speranza, con umiltà, intelligenza e cuore. Liberi e forti, per il futuro che è già cominciato.

                                                                                          Marco Zabotti

(EDITORIALE DI VENETO INSIEME  6  - GIUGNO 2009 - CLICCA QUI PER  LEGGERE VENETO INSIEME  6




I am soooo fake pre-loading this image so the navigation doesn't skip while loading the over state.  I know I could use the sliding doors technique to avoid this fate, but I am too lazy.